Il calcio non è solo una questione di schemi, risultati o statistiche. È, prima di tutto, un linguaggio dell’anima, un generatore di sogni che sfida ogni logica. Parte da questa premessa Alessandro Moscè nel suo nuovo libro Quando tornano gli dèi. La poetica della Lazio, edito da Avagliano, in arrivo in tutte le librerie venerdì 8 maggio. L’opera di Moscè non è una semplice cronistoria, ma un affresco vibrante che attraversa cinquant’anni di storia laziale. Attraverso le pagine del libro, l’autore ridà vita agli atleti che hanno vestito la maglia biancoceleste: non solo i grandi campioni rimasti scolpiti nella memoria collettiva, ma anche quei comprimari, i “meno noti”, che hanno contribuito a tessere la trama del mito. Accanto a loro, sfilano i maggiorenti, le figure chiave della società e il racconto delle partite di una volta, quelle capaci di fermare il tempo. A fare da cornice a questa narrazione non poteva che esserci Roma. La città eterna emerge più immortale che mai, con le sue atmosfere e la sua bellezza immutabile, palcoscenico ideale per le gesta di quelli che Moscè definisce “dèi”. Il calcio si trasforma in un fenomeno sociale e individuale che sconfessa ogni teoria razionale, lasciando spazio all’immaginazione e alla pura emozione. Per Alessandro Moscè, poeta e scrittore di rara sensibilità, il calcio è mitopoiesi, ma anche stile e forma. “La Lazio è la mia poesia”, dichiara l’autore, sintetizzando in un’unica, potente frase, il senso profondo di un’appartenenza che va oltre lo sport. La poetica biancoceleste diventa così un modo per leggere la realtà, un filtro attraverso cui osservare la vita e le sue parabole. E poi i numerosissimi scrittori che hanno tifato e tifano Lazio, con aneddoti che li riguardano: Guy Chiappaventi, Franco Cordelli, Marco Lodoli, Aurelio Picca, Emanuele Trevi e Valentino Zeichen. Il calcio come ultima rappresentazione sacra dopo la messa e il teatro, per dirla con Pier Paolo Pasolini, più volte rievocato nel suo amore e nei suoi appunti sul calcio. Quando tornano gli dèi si preannuncia come un volume imperdibile per chi vuole riscoprire il calcio nella sua dimensione più nobile e letteraria.
