PIETRO MASO, L’ASSASSINO E LE DONNE

L’intervista televisiva a Pietro Maso di Maurizio Costanzo fa discutere. Ricorderete il caso del ragazzo che venne condannato a trent’anni di carcere per aver massacrato i genitori a Montecchia di Crosara nel 1991. “Sono qui senza corazze e senza maschere”, ha detto Maso come fosse un ragazzino indifeso. L’intervista sta suscitando aspre polemiche sul web, ma anche consensi inaspettati. Maso appare con gli occhi lucidi, con alle spalle le foto dei genitori uccisi, Antonio e Maria Rosa. Una volta uscito dal carcere ha continuato a delinquere arrivando a minacciare le sorelle per l’eredità, si è sposato e ha preteso la separazione. L’omicida è una personalità multipolare: sembra quello che non è, si nasconde dietro una faccia insidiosa, sa piangere quando vorrebbe ridere. Riesce ad ingannare anche gli specialisti. Il mostro del Circeo è tornato ad uccidere pur essendo stato riconosciuto capace di integrarsi nella società come una persona comune. Molte donne si dichiaravano a lui “devote” e volevano sposarlo. Per qualcuno una pena non si finisce mai di espiare, evidentemente. Ciò che ha detto Pietro Maso non è sembrato credibile, ma una farsa, una recita. “Prima dell’episodio che mi ha segnato per tutta la vita avevo alzato le barriere per affrontare quel momento. Dunque mi ero staccato completamente dai miei genitori. Adesso sto ancora male”. Un solo aspetto ci fa riflettere imbarazzandoci: la nascita del sentimento verso l’assassino. C’è un segreto nella mente del criminale che nessuno è mai riuscito ad intercettare. Governarlo non è possibile, ci sfugge di mano come un’anguilla. I cattivi piacciono, però. Forse perché imprevedibili, quindi mai noiosi. Un retaggio atavico per cui migliaia di ragazze hanno scritto a Maso dichiarandosi perdutamente innamorate, adulandolo. Anche il non assassino, dunque, segue vie recondite. Renato Vallanzasca ebbe una relazione d’amore con il suo avvocato, una donna che lo aiutò ad evadere dal carcere di Nuoro nel 1995. Nel 2008 ha sposato un’amica d’infanzia. Salvatore Parolisi riceve proposte sessuali, Omar Favaro ha una fidanzata che non lo lascia mai. Elementi masochistici o sindrome della bella e della bestia? Attenzione, non tutte queste donne sono squilibrate, disagiate. Kelly Kreth, 44enne in carriera di New York, contatta continuamente i serial killer: ne è affascinata e il suo è diventato un hobby. Ricordiamo Assassino, speranza delle donne: un dramma scritto nel 1907  da Oskar Kokoschka. È considerato il primo dramma teatrale espressionista. Una donna urla il desiderio di raggiungere l’uomo morente all’interno della torre e gli rivolge le sue preghiere bramose. L’uomo si alza a fatica cantando e la donna, pur spaventata dall’accadimento, non retrocede, né si allontana.

Alessandro Moscè

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