IL PAGLIACCIO BIANCO

La Fondazione Feltrinelli di Milano ha ospitato “Viva Tabucchi!”, una due giorni di incontri dedicati al grande scrittore morto a Lisbona nel 2002. Leggiamo della sua considerazione sul politico definito il pagliaccio bianco. Tabucchi non credeva alla corretta gestione della cosa pubblica e notava la stessa corruzione politica anche dopo lo scandalo del 1992; la stessa collusione tra il potere pubblico e quello economico; le stesse caratteristiche delle vecchie strutture rispetto alle nuove. Venticinque anni e il solito pagliaccio bianco, apparentemente lindo, immune dal malcostume, che continua a non voler essere giudicato. Ma tutte le stranezze, tutte le anomalie, hanno una spiegazione, non sono effetto di fenomeni paranormali, annotava Tabucchi il 17 agosto del 2005 sul “Manifesto”. Per chi ricorda Sindona, Marcinkus, il Banco Ambrosiano, Calvi. Per chi ricorda il Caf. Per chi ricorda i metodi del craxismo. Per chi ricorda Mani Pulite (poi mozzate dalla classe politica tutta). Una volta disse: “Vede, ho appena finto di rileggere «La Marcia su Roma e dintorni di Emilio Lussu», un libro che dovrebbe essere ristampato. In quelle pagine, scritte nel 1933, si parla del ‘21 e della nascita del fascismo. Lussu cita tutta una serie di nomi di illustri democratici e liberali e poi si stupisce: come mai sono diventati tutti fascisti?”. Veniamo ad oggi. Silvio Berlusconi, intervenendo a Fiuggi, sembra per l’ennesima volta ringiovanito. 81 anni e di nuovo in campo: pimpante, leader, nonostante pochi mesi fa abbia subito un delicato intervento al cuore. E’ pronto per la campagna elettorale. Acclamato, adulato, toccato, rimane il grande capo azzurro. Se la sua riabilitazione non arriverà in tempo per il voto del 2018, Berlusconi ha promesso che sarà comunque in prima linea. Il Cavaliere mette il turbo alla sua Forza Italia con proposte fiscali allettanti come la flat tax al 25% e le pensioni minime di mille euro. Vuole il sistema proporzionale e non il listone di centrodestra, essendo consapevole che sono alte le probabilità che non ci sarà una maggioranza netta né a destra, né a sinistra. E’ Berlusconi il vecchio pagliaccio bianco? E’ Renzi che arranca? E’ Salvini che scalpita? E’ Bossi che esce mestamente dalla porta di servizio? E’ Di Maio, che assume le vesti dell’incaricato premier senza rivali? Antonio Tabucchi scriveva nel romanzo Si sta facendo sempre più tardi (2001): “Difficile è il silenzio. Esso presuppone pazienza, costanza, testardaggine; e soprattutto si confronta con il giorno-dopo-giorno della nostra vita, i giorni che ci restano, uno dopo l’altro, lunghi davvero nelle loro piccole ore. E’ come un voto, è di cristallo, un niente lo può rompere, e il suo nemico è il tempo”. Il nemico del pagliaccio bianco è proprio il tempo: non può evitare il suo incedere, e la vita politica dura sempre troppo poco. E’ sufficiente una soffiata per sparigliare le carte. O il sopraggiungere proprio della malattia del tempo, la vecchiaia.

Alessandro Moscè

 

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